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Castello Lancellotti Lauro seconda parte

Partenza da città fantasme , passare vecchi borghi, Attraversare ponti tibetani per riposare in vecchi castelli

La biblioteca

Entrare in Questi luoghi e emozioni, saper che sono la da decina e cecina di anni. Dove anche la polvere può avere segretti del nostro passato. Dove cerchi di ottenere una buona luce un ottima inquadratura per le fotografie, per far capire cosa si prova. Dove c’è una porta segreta.
La biblioteca del castello Lancellotti conserva libri molto antichi, tra cui alcune pregevoli cinquecentine, opere di autori latini, da Cicerone a Seneca fino a Orazio, Livio e Tacito, nonché quelle dei classici della letteratura italiana, da Dante a Petrarca fino a Manzoni. Uno specifico settore è dedicato alla storia pontificia e alla Questione Romana del 1870 allorquando la capitale fu occupata dalle truppe sabaude. Degni di nota i voluminosi libri mastri rilegati in pelle che riportano i dati delle entrate e delle uscite del patrimonio di famiglia.
Sul l’ingresso è il dipinto in memoria di Camillo Massimo, padre di Filippo.

biblioteca del castello Lancellotti
biblioteca del castello Lancellotti
biblioteca del castello Lancellotti
biblioteca del castello Lancellotti
biblioteca del castello Lancellotti
biblioteca del castello Lancellotti

Sala Pranzo

Sul fondo della sala risalta un camino su cui fu dipinta da Francesco Leonardi, nel 1873 la figura allegorica di Roma. Particolari suoi attributi sono riferibili innanzitutto agli stretti rapporti della famiglia Lancellotti con ambienti papali richiamati dalla tiara e dalle chiavi di San Pietro che la matrona reca nella mano sinistra e nell’iscrizione “Roma caput mundi”. Il ramoscello di lauro stretto nella mano destra, invece, è simbolo di riconoscenza al paese di Lauro di cui divennero feudatari.

Sala pranzo
Sala pranzo
Sala pranzo
Sala pranzo

Sala bigliardo

Poi troviamo la sala bigliardo un tavolo coperto per proteggere il panno verde. Sala ludica, utilizzata per il gioco delle biglie. Il soffitto a cassettoni è decorato da borchie color oro. Le pareti sono in colore verde per intonarsi al panno del tavolo da gioco presente al centro della stanza. Ai lati del tavolo panche lignee sovrastate dallo stemma della famiglia Lancellotti.

Sala bigliardo

camera da letto

La camera da letto e possibile visitarla ma non fotografare su ordini del principe quindi siamo senza di foto. Questa è l’altra camera da letto, detta anche stanza del cardinale per il colore rosso cardinale in cui è dipinta. Al centro un letto a baldacchino con pennacchi ad adornarne la parte alta. Lo scrittoio a scarabattolo con i piedi che rievocano quelli di un capriolo; di fronte al letto un comò.

In fondo alla stanza, nei pressi della porta è conservato un paravento con stemma della famiglia Lancellotti.

Sala delle armi

Entriamo e al centro troviamo un grandissimo lampadario che rappresenta il sole ammiriamo le armi.

E’ la sala più importante del castello,  molto ampia ed illuminata da sei finestre. Era l’antica sala di rappresentanza, dove venivano ricevuti gli ospiti di riguardo e avevano luogo feste e solenni cerimonie di corte. Prende il nome dalle armi disposte sulle pareti: elmi, lance, alabarde, corazze. Al centro del soffitto pende un grande lampadario bronzeo raffigurante il sole. Nel fregio in alto alle pareti, sono dipinti gli stemmi delle famiglie che ebbero signoria su Lauro, dai Sanseverino ai Lancellotti, tra essi sono incorniciate vedute di ville e palazzi posseduti dai Lancellotti. Addossato alla parete meridionale  è un camino dal gusto barocco su cui campeggia il verso di Tibullo “assiduo luceat igne” (“risplenda di continuo fuoco”).

Sulla parete settentrionale, invece, il dipinto che ricorda l’incendio appiccato dalle truppe francesi al castello il 30 aprile 1799.

Sala d’armi
Sala d’armi
Sala d’armi

La cappella

Usciamo e ci ritroviamo nel cortile per proseguire verso la cappella.

La cappella è uno degli spazi architettonici più rilevanti del castello. Filippo Massimo Lancellotti affermò di averla edificata per amore dell’arte e la salvezza della propria anima e di averla dedicata alla Beata Vergine Maria e a San Filippo Neri il 27 agosto 1882. Tuttavia i lavori proseguirono ben oltre quella data e il campanile fu concluso solo nel 1909, come indica la data sulla bandieruola.

La cappella si presenta come una congerie di stili: dal paleocristiano al bizantino, dal romanico al gotico. La facciata è preceduta da un protiro marmoreo strombato con leoni stilofori, sormontato da un bel rosone. Sull’ architrave, in una semilunetta, è raffigurata la città di Nola protetta dai Santi Felice e Paolino. Sulle pareti della cappella sono dipinte scene di miracoli francescani illustrati con didascalie anch’esse dipinte. In controfacciata, ai lati del portone d’ingresso, due piccole acquasantiere marmoree ricomposte su leoni stilofori.

la cappella
la cappella

La scuderia

Quasi alla fine arriviamo alle scuderia dove possibile ammirare queste carrozze. Sulla parete, al centro della scuderia, di fronte al portale di impronta classica, emerge lo stemma della famiglia Lancellotti ricomposto con ferri di cavallo ortopedici. Tra quattro antiche carrozze, diverse per caratteristiche ed epoca, si impone la scultura lignea di un cavallo. L’arredo dell’ambiente è completato da finimenti e bardature di vario genere assieme a vari tipi di selle, tra queste, quella “all’amazzone” riservata alle donne.
Lungo le pareti gli stalli e le mangiatoie sul cui fondo sono murate scodelle in ceramica secondo un uso fine e raro. All’esterno, invece, compare un grande abbeveratoio in pietra e un poggiolo per favorire la salita a cavallo.

La scuderia
la scuderia

Poi troviamo un plastico del castello

plastico
sbarre

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